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Trasporto combinato: la Commissione UE non ritirerà la riforma della direttiva

Courvia News 9 settembre 2026 2 min di lettura

La revisione della normativa europea sul trasporto combinato resta formalmente sul tavolo delle istituzioni UE. Come annunciato dall’Unione Internazionale dei Trasporti Combinati strada-rotaia (Uirr) il 4 settembre 2026, le autorità comunitarie hanno deciso di non abbandonare il progetto di riforma della Direttiva 92/106/Cee. Si riapre così un fascicolo cruciale per gli operatori della logistica, gli spedizionieri e il settore ferroviario dell’Unione.

Inoltrata inizialmente verso la fine del 2023 nell’ambito delle misure Greening Freight Transport, la proposta punta ad aggiornare il quadro legislativo del 1992 per creare un sistema di agevolazioni dell’intermodalità basato su maggiore digitalizzazione e criteri ambientali.

I nuovi criteri per il sostegno all’intermodalità

L’impianto attualmente in vigore riserva le agevolazioni ai trasporti dove la porzione principale avviene via ferro, navigazione interna o cabotaggio a corto raggio, integrati da tratte stradali d’inizio e fine percorso.

Al contrario, la riforma introduce una valutazione incentrata sul calcolo dei costi esterni: per accedere ai benefici, l’itinerario intermodale dovrà garantire un risparmio minimo del 40% delle esternalità rispetto al viaggio effettuato solo con camion tra i medesimi punti di partenza e arrivo. La conformità a questa soglia verrà accertata in maniera automatica mediante le infrastrutture digitali eFti, facendo riferimento ai parametri stabiliti nel Manuale sui costi esterni dei trasporti.

Un iter travagliato

L’iter del documento ha subito brusche battute d’arresto. Nel mese di ottobre 2025, al momento di fissare il programma annuale per il 2026, l’Esecutivo comunitario aveva proposto l’abbandono della riforma a causa dello stallo negoziale. A fine gennaio 2026 l’Europarlamento aveva respinto l’ipotesi di cancellazione, ma l’assenza di comunicazioni ufficiali nei successivi sette mesi ha mantenuto la filiera in un lungo stato di attesa.

Mentre il dossier restava bloccato, le rappresentanze industriali e della logistica hanno sollecitato un’accelerazione. A metà aprile 2026 un gruppo di sei organizzazioni di categoria (tra cui BusinessEurope, Clecat, Cefic, Ecta, Esc e Uirr) ha diffuso un documento comune per chiedere regole chiare, tempi rapidi e una reale armonizzazione fra i vari Paesi membri, seguito a inizio giugno da un’ulteriore presa di posizione del mondo ferroviario e dell’intermodale.

Cosa cambia per chi lavora su strada e nel last-mile

Per i vettori stradali e gli autisti impegnati nei servizi di ritiro e consegna a supporto delle tratte ferroviarie o marittime, il proseguimento dell’iter normativo garantisce prospettive più chiare. La progressiva integrazione con i sistemi eFti consentirà di automatizzare l’accesso alle agevolazioni per le tratte di primo e ultimo miglio inserite in catene intermodali ad alta efficienza energetica.

Fonti

Fonti verificabili citate a supporto di questo articolo.